Come investire nel settore immobiliare senza un capitale iniziale e iniziare facilmente nel 2024

Il finanziamento al 110 % rimane il principale leva per un investimento locativo senza apporto, ma le condizioni di concessione sono cambiate radicalmente dal inasprimento delle norme HCSF. Comprendere la meccanica bancaria dietro questo tipo di operazione permette di evitare i rifiuti di dossier e di strutturare un’operazione redditizia fin dal primo bene.

Rapporto di indebitamento HCSF e margine di deroga bancaria: cosa condiziona il finanziamento senza apporto

Il quadro normativo del HCSF fissa un tasso di sforzo massimo del 35 %, assicurazione mutuatario inclusa, con una durata del prestito limitata a 25 anni (27 anni in caso di lavori o di VEFA). Questo quadro si applica uniformemente, che il richiedente disponga o meno di un apporto personale.

La sottigliezza risiede nel margine di flessibilità concesso alle banche. Ogni istituto può derogare a questi criteri su 20 % della sua produzione trimestrale di crediti. Una parte di questo margine è riservata ai primi acquirenti e ai progetti di residenza principale. I dossier di investimento locativo senza apporto entrano in diretta concorrenza con questi profili prioritari.

Concretamente, osserviamo che le banche utilizzano questo margine derogatorio alla fine del trimestre per raggiungere i loro obiettivi commerciali. Il tempismo della richiesta di credito immobiliare fa parte integrante della strategia.

La padronanza di questo quadro normativo costituisce un prerequisito anche prima di cercare un bene. Per approfondire le diverse strategie che consentono di investire nel settore immobiliare senza soldi grazie a News Immo, è utile incrociare queste restrizioni bancarie con i montaggi fiscali disponibili.

Struttura del prestito al 110 %: le spese che la banca finanzia realmente

Donna investitrice immobiliare davanti a un edificio residenziale moderno in città con un tablet con un'app di investimento

Un finanziamento detto “al 110 %” copre il prezzo di acquisto del bene più le spese accessorie: spese notarili, garanzia (ipoteca o cauzione), spese di dossier bancario e, in alcuni casi, un budget per i lavori. Il termine “110 %” è una convenzione, la percentuale reale varia a seconda dell’importo delle spese notarili (più elevate nel vecchio rispetto al nuovo).

Raccomandiamo di distinguere due approcci a seconda del tipo di bene mirato:

  • Nell’usato con lavori, la banca integra l’importo dei lavori nel prestito, generando un deficit fondiario deducibile dai redditi locativi. Il finanziamento totale può superare il 120 % del prezzo netto di vendita.
  • Nel nuovo in VEFA, le spese notarili ridotte facilitano l’accettazione del dossier. Il PTZ, ampliato da aprile 2025 a tutto il territorio inclusi le case unifamiliari, può completare il montaggio per i primi acquirenti.
  • In SCPI a credito, alcuni broker specializzati ottengono finanziamenti senza apporto, ma i tassi praticati sono generalmente superiori rispetto all’immobiliare fisico.

Il punto di attenzione riguarda l’assicurazione mutuatario. Per un investimento locativo in cui il mutuatario non occupa il bene, le garanzie richieste differiscono da quelle di una residenza principale. La copertura morte-PTIA è sufficiente nella maggior parte dei casi, il che riduce il costo mensile e migliora il tasso di sforzo presentato alla banca.

Rimanente da vivere e redditi locativi previsti: come la banca calcola la vostra capacità

La maggior parte degli articoli sull’investimento senza apporto si concentra sull’effetto leva senza dettagliare il metodo di calcolo bancario. Le banche non considerano il 100 % degli affitti previsti nel calcolo del tasso di indebitamento. Solo il 70 % dei redditi locativi stimati è preso in considerazione, il resto coprendo i rischi di vacanza e di insolvenza.

Questa decurtazione del 30 % cambia le carte in tavola sul tipo di beni accessibili senza apporto. Un monolocale affittato a 600 euro al mese conta solo per 420 euro nel calcolo della capacità di prestito. Il differenziale tra la rata del prestito e questi 420 euro grava sul tasso di sforzo globale.

Affinché un progetto locativo senza apporto rispetti il 35 % normativo, il rendimento lordo del bene deve essere sufficientemente elevato affinché il 70 % degli affitti considerati copra una parte significativa della rata mensile. Notiamo che al di sotto di un rendimento lordo dell’ordine del 6-7 %, i dossier senza apporto faticano a passare, salvo redditi salariali elevati.

Strutturazione fiscale fin dall’acquisto: LMNP reale o deficit fondiario

Coppia di giovani adulti che pianificano un investimento immobiliare senza apporto attorno a un tavolo da cucina con documenti e un computer portatile

La scelta del regime fiscale non deve essere un arbitraggio post-acquisizione. Essa condiziona il tipo di bene da mirare e la stessa struttura del finanziamento.

Lo status LMNP al regime reale consente di dedurre l’ammortamento contabile del bene e del mobilio dai redditi locativi. Su un bene finanziato al 110 %, gli interessi del prestito si sommano agli ammortamenti per creare un risultato fiscale vicino a zero, a volte negativo, per diversi anni. Il cash-flow netto dopo imposte ne trae direttamente beneficio.

Il deficit fondiario, accessibile in locazione nuda con lavori, segue una logica diversa. I lavori di ristrutturazione (escluso l’ampliamento) sono deducibili dai redditi fondiari e poi dal reddito globale nel limite di 10.700 euro all’anno. Per un investitore senza apporto che finanzia anche i lavori tramite prestito, l’integralità degli interessi e dei lavori diventa deducibile, generando un vantaggio fiscale immediato.

  • LMNP reale: adatto per piccole superfici arredate in zone tese, con un rendimento locativo elevato e una fiscalità livellata nel tempo grazie all’ammortamento.
  • Deficit fondiario: pertinente per l’usato degradato che necessita di lavori pesanti, con un effetto fiscale concentrato nei primi anni.
  • SCI all’IS: considerabile per progetti in comune, ma complica l’ottenimento del credito senza apporto a causa della struttura giuridica.

Il regime micro (BIC o fondiario) non ha alcun interesse in un montaggio senza apporto. L’abbattimento forfettario non riflette la realtà delle spese di un bene interamente finanziato a credito.

Un ultimo punto tecnico spesso trascurato: la CFE (contribuzione fondiaria delle imprese) si applica ai locatori arredati, incluso in LMNP. Questo costo fisso annuale, variabile a seconda del comune, deve figurare nel previsionale di liquidità fin dal montaggio del dossier bancario.

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